Aggiornamenti e consigli

Implantologia dentale

Se non si cura la piorrea per tempo, può aggravarsi fino a provocare la perdita del dente. In caso di mancanza di uno o più denti è possibile ricorrere all'implantologia dentale. Con un impianto a carico immediato, ad esempio, si può eseguire la protesi contestualmente all'impianto stesso. La protesi è fissata tramite una vite in titanio che viene inserita nell'osso e si integra con il processo di osteointegrazione. Il risultato finale è molto simile a un dente vero.
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Valutare la predisposizione alla malattia parodontale

Anche se la piorrea non è una malattia ereditaria si possono comunque ereditare alcune caratteristiche, come il PH salivare o grande presenza disali minerali nella saliva. Si tratta di elementi predisponenti che bisogna valutare con maggiore attenzione se in famiglia sono già presenti casi di piorrea.

Come si possono evitare le recidive di parodontite?

Per evitare le recidive è necessaria una terapia di mantenimento, che di norma prevede:

La rigenerazione guidata dei tessuti

I tessuti e le strutture di supporto del dente, come il cemento, il legamento parodontale e l'osso, possono essere rigenerati in modo prevedibile. Le cellule possono essere stimolate per ripopolare la superficie della radice dentale e in casi selezionati è possibile ricostituire interamente i tessuti (restitutio ad integrum).

Curare la piorrea con trattamenti all'avanguardia

La piorrea può essere curata con trattamenti speciali. Uno di questi è il test microbiologico delle tasche parodontali: consiste nel prelievo del liquido sottogengivale, che viene sottoposto a coltura batterica per conoscere la composizione esatta della flora che sostiene l’infiammazione. Questo test è indolore e consente di pianificare i trattamenti antibiotici successivi in base ai diversi tipi di ceppi batterici selezionati.

Nuovi test microbiologici per terapie mirati

I batteri costituiscono la causa principale della parodontite. Il test microbiologico è importante durante la fase diagnostica perché identifica la presenza dei batteri responsabili della parodontite e consente di effettuare una terapia mirata. È anche uno strumento importante nel controllo dell’efficacia dell’intervento terapeutico e del protocollo di mantenimento.

Il root planing per la cura della piorrea

Le parti ammalate dei denti affetti da piorrea possono essere curate con il root planning, ovvero le levigature delle radici dentali (con anestesia). Se questo trattamento non è sufficiente, seguono degli interventi di piccola chirurgia in anestesia locale, durante i quali si apre il tessuto e si pulisce e disinfetta in profondità, per consentire alle gengive di riattaccarsi al dente.

Il PRGF e gli innesti ossei

Con il metodo PRGF (plasma rich in growth factors) dello spagnolo Anitua, è possibile centrifugare il sangue e ottenere un plasma arricchito di piastrine e quindi di fattori di accrescimento. Questi ultimi sono quindi utilizzati per la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Il PRGF, unito a innesti ossei, consente un trattamento rigenerativo efficace per la cura delle malattie parodontali.

Il test del DNA per la malattia parodontale

Il test del DNA fornisce informazioni precise sulla suscettibilità genetica del paziente e sulla quantità e la tipologia di batteri patogeni presenti nelle tasche parodontali. Il dentista può quindi conoscere in anticipo la predisposizione genetica del paziente alla parodontite. I test del DNA possono essere compiuti come prevenzione per tutti i pazienti asintomatici, per soggetti con sintomi ricorrenti di infiammazione gengivale e durante la terapia prima di inserire gli impianti.

Recessioni gengivali

La recessione gengivale consiste in uno spostamento del margine gengivale, che comporta un'esposizione di parte della radice del dente. Possono essere corrette attraverso lembi e innesti. Oggi grazie agli innesti di origine animale è possibile evitare prelievi di tessuto (dal palato) dal paziente.

Cosa succede se non c'è abbastanza osso per un impianto?

Se non c'è osso sufficiente bisogna eseguire un innesto osseo, che permette di aumentare lo spessore o l'altezza dell'osso. Si utilizzano parti di osso del paziente preso dal mento, dalla mandibola o dall'anca, oppure osso di banca.